LAOWA 200mm ƒ/2: la vera alternativa che non c'era!
Inaspettatamente, fra le mani, mi ritrovo a poter testare una novità direi assoluta da parte di Laowa: marchio innovatore di lenti fotografiche di Hong Kong che, con l'introduzione dell' AF sulle proprie lenti, ha deciso di tirar fuori una bestia di tutto rispetto, pensata per creare una breccia alternativa sul mercato in una fascia "poco coperta" (di 200mm PRIME ce ne sono davvero pochi)
di cui scrivo le mie conclusioni qua.
Un bel pò di novità, dunque, ma come solito andiamo per gradi iniziando con le specifiche lente:
Lunghezza focale: 200mm
Apertura: ƒ/2 -22
Angolo di campo: 10.3° orizzontale, 6.9° verticale, 12.3° diagonale
Compatibilità Formato : Full Frame
Struttura ottica: 11 elementi in 9 gruppi (2 ED, 1 AD, 1 UHR)
Diaframma: 9 lamelle
Min. Distanza di messa a fuoco: 1.5mt
Dimensioni: 71.5mm x 83mm
Misura filtro: 105mm frontale (e in-body rear circolare da 43mm, intercambiabile - ruotabile solo per Sony e Nikon)
Messa a fuoco: manuale - AF stepper motor con focus limiter a 5mt
Peso: ~1580 (Canon) / ~1700 (Sony - Nikon)
Attacchi: Sony E, Nikon Z, Canon EF
Ho provato l'esemplare Z-Mount (Nikon): il nuovo design con queste finiture bluastre, la staffa L Arca-Swiss con innesto a vite e sicura sull'obiettivo, l'AF, i vari pulsanti di comando (etc.) ne identificano sicuramente il carattere e la valenza poliedrica.
Finalmente una focale lunga in casa Laowa, con features inaspettate considerata la filosofia del marchio (dedita solitamente alle lenti manuali, tuttavia da qualche tempo propone anche L'AF in alcuni obiettivi) che apre e dona freschezza ad un settore PRIME poco coperto rendendolo accessibile anche a tasche un pò meno piene.
Ma come si comporta? Beh, ho riservato una serie di fotografie fatte tutte alla massima apertura di diaframma sulla mia Z5, proprio per darti la concreta percezione di come si comporta la lente sul campo in una situazione / evento in scarse condizioni di luce naturale ed artificiale (luce residua - luce artificiale urbana - falò / fiamme)
Di seguito, invece, approfondiremo sui classici test ed analisi fotografiche di dettagli con link a qualche video.
RICORDO, come sempre, che le parti prese in esame sono ingrandimenti al 100% di varie sezioni del fotogramma, punto di presa, luci e punto di fuoco invariati per tutto il test su foglio.
Nitidezza: La lente si pone con una nitidezza generale pressoché molto buona ma con alcune considerazioni riguardo il tipo di fotografia che si vuole realizzare considerandone le impostazioni. Ad ƒ/2 abbiamo, in ogni caso, un decadimento d'immagine ai bordi ed una nitidezza generale buona sia al centro che ai 2/3 del frame, netto miglioramento ad ƒ/2.8 specialmente al centro: questo fa pensare che in realtà il setting giusto da cui partire per una foto ritratto con nitidezza "che spacca" sia proprio ƒ/2.8 e che, proprio per ulteriore miglioramento raggiunto al bordo, il top dell'impostazione sia fra i valori proposti da ƒ/2.8 ad ƒ/4 (sempre considerando la fotografia ritratto, già da ƒ/4 in poi, a mio avviso, il bokeh diventa troppo nervoso).
Il raggiungimento dell'ottima nitidezza sul frame si ha ad ƒ/5.6, già da ƒ/8 invece comincia a delinearsi un leggero e progressivo "impasto" dovuto all'aumento esponenziale del fenomeno di diffrazione. Va detto che, in questo caso, si sta parlando della lente montata sulla Z5, ossia su di un 24MPX... da tenere a mente, perciò, per eventuali impieghi su sensori più densi (36, 42 e così via: sicuramente ottima cosa il "croppare" ma attenzione alle impostazioni utilizzate).
Si ma, allora, questo ƒ/2 serve o no? Certo che serve e la sua resa è comunque dignitosamente buona, specialmente se si scatta in scarse condizioni di luce e se si tratta d'isolare soggetto (o particolare elemento) dal resto della scena: la lente propone un ottimo stacco nè troppo repentino tantomeno troppo soft! La transizione tra punto / piano / area a fuoco ed il fuori fuoco ad ƒ/2 a mio avviso è gestita meravigliosamente, abbracciando una buona nitidezza e proponendo una resa degna dei più gloriosi vintage.
Settings ideali per:
Ritratto: da ƒ/2.8 ad ƒ/4
Fotografia sportiva: da ƒ/4 ad ƒ/8
Paesaggio: da ƒ/5.6 ad ƒ/11




Centro immagine:
Bordo lente:
Aberrazioni croma & coma - tiche: come tanti Laowa le aberrazioni cromatiche ci sono appena e sono assolutamente gestibili da correzioni lente su Camera RAW da anni, va detto comunque che hanno ben poca rilevanza, tuttavia in questa lente si propongono in maniera costante da tutta apertura (ƒ/2) fino a diaframmi ben chiusi (anche ƒ/16)
Considerando che l'obiettivo non dispone di lenti APO (apocromatiche) il risultato ottenuto è molto buono sia per risultante minima che per costanza in tutti i settings: basta davvero l'impostazione automatica di sviluppo in camera raw per rimuovere perfettamente quel pochissimo di A/C visibile (poche linee di pixels, già di per se poco influenti). Vorrei, però, soffermarmi come mio solito sul particolare utilizzo degli obiettivi in fotografia notturna - astrofotografia: in questo caso il 200mm è stato sorprendente in alcuni aspetti ma deludente in altri (riprenderò il discorso per vignettatura qua): in sostanza si ha un'ottimo controllo delle aberrazioni sia cromatiche che comatiche, tuttavia il 200mm soffre di una particolare aberrazione chiamata "lighthouse inverted" (o clessidra rovesciata) che, si... può essere facilmente rimossa con timbro-clone ma tuttavia compromette lo scatto se, al posto di questo fascio anomalo di luce, ci dovrebbe essere del dettaglio come particolari trame - gas - nebulose etc.


Come si può notare da questo ingrandimento della cintura di Orione, nella parte superiore abbiamo l'estremo angolo lente (sx superiore in questo caso) ed M42 tra il centro e la parte inferiore del fotogramma. Da notare i diversi comportamenti a diaframmi utili per questo tipo di fotografia. Bene ma non benissimo anche se, onestamente, non è una lente nata per questo...! C'è di peggio ma va considerato che è possibile realizzare di meglio spendendo di meno e qui la domanda sorge spontanea: ha senso comprare il Laowa 200mm ƒ/2 PER ASTROFOTOGRAFIA? No. Ma ha senso se ne facciamo un utilizzo secondario senza inciampare in questi piccoli dettagli, si.
Vignettatura: non mi sorprende trovare vignettatura su questo 200mm come su altre ottiche Laowa che ho avuto modo di provare, ma in questo caso ho riscontrato un comportamento un pò differente. Difatti se da ƒ/2-2.8-4 si ha un progressivo decadere del fenomeno, da ƒ/5.6 in poi il fenomeno non solo sembra sparire ma addirittura invertirsi con un leggero aumento di luminosità ai bordi più che al centro dell'ottica. Nello specifico per astrofotografia, questo fall-off light a mio avviso risulta essere troppo significativo rispetto ad altre soluzioni più economiche.


è altresì interessante, però, valutare l'utilizzo di tale vignettatura in ritrattistica o, comunque, in tutte quelle fotografie dove si vuole enfatizzare il centro dell'immagine a discapito del resto: su questo la vignettatura (ed anche il bokeh) giocano assolutamente a favore e non sono un grosso problema considerando il quantitativo di luce disponibile nella scena (discorso, appunto, ben diverso in astrofotografia..!!)
FLARE: in linea di massima il Laowa non risulta essere così drammatico come altri obiettivi proposti, dove veramente alla minima inclinazione rispetto al punto di luce si riusciva a definire ogni singola lente del complesso ottico... purtroppo... su tutto il fotogramma. ANZI!
Tuttavia, in alcune particolarissime situazioni (come mostrato in foto qui a fianco, evidenziando con +2 stop di esposizione) possono presentarsi inusuali rainbow flares nonostante l'uso del paraluce (il soggetto si presentava anche in controluce per diversa tipologia e fonte). In linea di massima, rispetto altri Laowa provati, c'è stato un buon miglioramento!


BOKEH: credo fermamente che uno dei punti di forza di questo Laowa 200mm ƒ/2 sia proprio il bokeh ricercato. L'effetto quasi swirl si chiama, in realtà, astigmatismo sagittale ed è riconoscibile dal bokeh non perfettamente regolare: più esso è nervoso più si ottiene l'effetto swirl a vortice. In questo caso, seppur presente, è di lievissima entità ed a mio avviso aiuta a focalizzare l'attenzione sul soggetto centrale. Nell'esempio in foto, oltre a cerchiare la forma a "chicco di riso" (più l'effetto è accentuato più ne assumerà la forma), ho volutamente inserito una spirale che aiuta a capire il "senso artistico" espresso. In ogni caso risulta essere morbido e gradevole!








PRO: generalmente nitido già da ƒ/2, ottimo posizionamento di vari pulsanti programmabili, ottima dotazione piede Arca Swiss compatibile/ filtro drop-in intercambiabile/ sacca e paraluce; interessante funzione click-declick diaframma; ottima costruzione; buon peso e dimensioni; aggressivo riguardo i costi di mercato - copre un range poco fornito.
NEUTRO: velocità AF... seppur io lo abbia utilizzato su Z5 non è così male ma in situazioni ove il soggetto in movimento si muove su più assi (specialmente verso il fotografo) la lente entra in crisi... un aggiornamento potrebbe giovare! Ottima la ghiera di MAF anche in manuale ma, per particolari usi (es: fotografia notturna) se la macchina dovesse entrare in stand-by si deve ri-settare il punto di fuoco... noioso! Filtri da 105mm superflui
Flare e vignettatura: non così drammatici, non così esente
Stabilizzazione non presente ma, vorrei dire a differenza di quanto letto e sentito altrove: ok anche con IBIS (e simili) anche in scarse condizioni di luce a mano libera ed 1/125... e ve lo sta scrivendo uno che NON è un ritrattista e non usa monopiedi!
CONTRO: per vignettatura e particolari aberrazioni = non consiglio per uso esclusivo ASTROFOTOGRAFIA (è uno spreco)
